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Fragilità ad alta quota

Fragilità ad alta quota

FRAGILITÀ AD ALTA QUOTA

testo e foto di Catia Dessi (Roma)
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Guardavo lassù verso le cime ed avevo detto tra me che sarebbe stata difficile invece salire e, trovavo tante scuse per non andare… poi lo feci, trovai quel coraggio ad aspettarmi lungo il sentiero che si snodava tortuoso a torrentelli, sassi, strade cancellate da ritrovare, segni lungo il percorso e poi lei la signora montagna che mi guardava come una madre amorevole sorveglia i propri figli.

Ero salita insieme a tanti altri incespicando e arrabbiandomi con me stessa di quella mia fragilità che a volte faceva sorridere. Mi ero arrampicata facendomi forza trovando una ragione per poter continuare senza cedere alla paura… e così poi ce l’avevo fatta qualche altro metro ed avrei vinto e salutavo chi mi incrociava come fossero amici lasciati qualche minuto prima al bar…
Sono arrivata e mi sono seduta, sotto di me un panorama a 360 gradi, altitudine 2260 metri, mi sono persa, una piccola lacrima m’è sbalzata fuori e la meraviglia di sentirsi parte di un tutto immenso.
Poi il pensiero si impiglia nella discesa… allora coraggio, ancora di più, se sono qui so anche come scendere da qui. Mi incammino silenziosa e mi perdo e mi ritrovo, il sentiero è stretto quanto quello che si apre dentro di me e inghiotte i miei passi, i miei scarponi nuovi per l’occasione, la felpa troppo grande, il sacchetto, il fazzoletto stretto attorno al collo.
Ma dopo tanto camminare il percorso non è più lo stesso, forse ne esiste un altro, o tanti altri chissà… ci si ferma per ragionare se girare a destra o a sinistra, cercando qualche scorciatoia.

Una goccia fredda di pioggia mi batte sul naso e poi un’altra e un’altra ancora, si tirano fuori gli impermeabili e il vento accarezza leggero gli alberi, soffia lungo la roccia e parla dietro di noi che avanziamo, forse ci siamo persi, forse no e questo stato di grazia nel quale le gambe continuano a portarti avanti mentre il cuore le segue a ritmo incessante… I capelli si sciolgono all’improvviso e i miei compagni di avventura fanno segno di girare verso sinistra è da lì che forse siamo venuti… e allora mi attardo solo un momento a sfiorare la roccia e ringraziarla di avermi protetto.

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dessi-catia-bc16_voltoCatia Dessi | Scrivo è la mia passione….ma per molti anni mi sono occupata di arte e antiquariato ed ho lavorato per una casa d’aste internazionale, ora sono inoccupata ma non m sono fermata, organizzo tour tematici nella mia bella città Roma.

Il mio blog | Fragilità insicurezze e paure da superare, oltrepassare e finalmente trovare quella forza che tutti abbiamo dentro… spesso ci facciamo condizionare da fobie e non riusciamo a superarle… la mia pagina facebook tratta proprio delle infinite possibilità che abbiamo di insistere e superare tutto – http://www.facebook.com/catia.dessi?fref=ts

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Redazione altitudini.it autore del post

Red. ≈altitudini.it | La redazione di altitudini.it racconta e discute di montagna e alpinismo.

1 commento/i dai lettori

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  1. atonio il13 settembre 2016

    Interessante,si apprezza il sacrificio della persona che visto il paesaggio che la contorna e come se caminasse sulla luna!!

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